A Santander la prima opera spagnola di Renzo Piano

Michela Pesenti / 12 maggio 2017 / Stili e Novità

Aprirà il prossimo 23 giungo il nuovo Centro de Arte Botín di Santender, prima opera architettonica realizzata in Spagna da Renzo Piano. Affacciato sul mare del capoluogo della Cantabria, l’edificio, promosso e finanziato dalla Fundación Botín, si sviluppa su una superficie complessiva di 8.739 mq e si articola in due blocchi autonomi uniti da una passerella sopraelevata culminante in una piattaforma a sbalzo sul mare. Ai due volumi, sorretti da pilastri per mantenere libero il livello terra, sono state associate funzioni distinte. L’ala occidentale asseconda la vocazione espositiva del centro, con 2.500 mq di spazi destinati alla collezione permanente della Fundación e alle mostre temporanee. Nell’ala orientale sono invece previsti un auditorium per 300 persone, aule per attività culturali ed educative, spazi di lavoro e una terrazza panoramica da cui si può godere di una vista unica su Santander e la sua baia.

 

Iniziato nel 2010 e condotto con i partner locali Luis Vidal + Architects, di base a Madrid, il processo di realizzazione è parte di un intervento più articolato. Il disegno di Renzo Piano, infatti, ha previsto l’estensione fino al mare dei giardini storici esistenti, i “Jardines de Pereda”. La loro superficie è stata più che duplicata attraverso il progetto sviluppato da Fernando Caruncho, paesaggista spagnolo, che fa sì che la città di Santander riconquisti un rapporto con il mare che si era perduto. La ricucitura tra acqua e spazio costruito è stata resa possibile dall’ampliamento fino al mare dei giardini e dall’interramento di una porzione di strada che separava il parco dal tessuto urbano.

 

Luce e leggerezza sono i due principi guida del progetto di Piano. I due volumi sono rivestiti da 270mila elementi circolari in ceramica che creano una superficie cangiante, simile alla madreperla, che riflette la luce e i colori dell’ambiente, compreso quello del mare. La superficie ceramica, insieme alla grandi vetrate, funge da “pelle” dell’edificio e conferisce luminosità all’architettura. Gli elementi di ceramica, inoltre, sono stati realizzati in quattro dimensioni differenti, studiate per far sì che il rivestimento aderisse alla doppia curvatura che caratterizza l’edificio, conservando una perfetta omogeneità in superficie.

 

«Sono molto onorato di aver ideato questo progetto per la città di Santander –  ha dichiarato Renzo Piano – perché fa parte del mio personale percorso professionale inerente i centri culturali aperti, tolleranti e accessibili a tutti, dal Centre Pompidou di Parigi all’Auditorium di Roma, passando dalla Fondazione Beyeler a Basilea, dalla Morgan Library di New York e dall’Art Institute di Chicago, tutti luoghi urbani e amati dalla gente».

 

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