BigMat International Architecture Award 2015: ecco i vincitori

Michela Pesenti / 25 novembre 2015 / Stili e Novità

Come promesso eccoci puntuali con tutti i dettagli della seconda edizione di BigMat International Architecture Award, riconoscimento internazionale di architettura che venerdì 20 novembre ha incoronato a Berlino i vincitori del 2015.

La giuria internazionale, presieduta da Jesús Aparicio e composta dal segretario Jesús Donaire insieme a Olivier Bastin (Belgio), Martin Rajnis (Repubblica Ceca), Antonio Ortiz (Spagna), Henry Ciriani (Francia), Francesco Dal Co (Italia) e Manuel Aires Mateus (Portogallo), ha assegnato il Gran Premio a Zamora Offices, progetto dello studio spagnolo Campo Baeza, di cui la giuria ha apprezzato «il corretto atteggiamento nel risolvere un programma attuale, che ha saputo combinare in maniera saggia la contemporaneità e la rispettosa comprensione di ciò che già esisteva».

 

 

Selezionata tra 750 progetti in concorso da 6 Paesi europei (Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca e Spagna), la struttura, realizzata a Zamora nel 2012, ospita la sede del Consiglio Consultivo della comunità di Castiglia, ed è stata costruita di fronte all’antica cattedrale, integrando l’architettura essenziale elaborata dallo studio spagnolo nel cuore storico della città. Un blocco di uffici realizzati ispirandosi ai giardini degli antichi monasteri medievali circondati da alte mura in pietra. Una sorta di “giardino segreto” al cui interno la sede del Consiglio Consultivo è stato concepita come una scatola in vetro trasparente. La facciata ha anche una funzione climatica poiché è in grado di trattenere calore in inverno e dissiparlo in estate.

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Il riconoscimento è stato assegnato al progetto Dialogue Entre Matière et Paysage a Nozay, in Francia, realizzato dallo studio a+ samuel delmas architectes | urbanistes di Parigi e premiato per la sua reinterpretazione del paesaggio della regione Nozay, integra l’edificio di una clinica nel territorio delle Terrazze di Chesnaie. Collegato al centro della città fisicamente e visivamente, il complesso, la cui architettura è pulita e compatta, è in armonia con l’ambiente circostante. La copertura si ispira direttamente ai tetti a capanna delle case di campagna circostanti, mentre la tipica pietra blu di Nozay è stata utilizzata per ricoprire il piedistallo dell’edificio e per la pavimentazione.

 

 

I vincitori dei Premi nazionali

Se ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio è stata la Spagna a trionfare per l’Italia, vincendo il Premio nazionale e il riconoscimento di 5.000 euro, è stato il progetto La Pedevilla Pliscia 13 nel comune altotesino di Marebbe, realizzato dallo studio Pedevilla Architects di Brunico (BZ). Una baita di montagna che rappresenta, secondo Francesco Dal Co, «l’apprendimento, attraverso un processo decantato, di un determinato modello architettonico, quello della baita d’alta montagna. Gli elementi tradizionali quali la copertura inclinata, la galleria coperta che domina il paesaggio o la funzione della finestra protettrice o dello spesso foro che funge da cornice per il paesaggio, sono stati rivisitati in maniera brillante». Ispirata alle costruzioni agricole tradizionali del luogo, che prevedevano un caseggiato abitato e una fattoria, è oggi una residenza e casa vacanze. Le due singole strutture, poste su livelli sfalsati, sono arroccate sul dorso della collina. Facciate in legno scuro e tetti a due falde spioventi vengono ricodificati con un’interpretazione moderna. I muri sono di calcestruzzo bianco a vista aggregato con dolomite, materiale locale e tradizionale, gli interni dai colori lievi e le grandi finestre sono realizzate con materiali naturali come legno di larice e pino.

 

Il Premio nazionale Belgio è andato allo studio URA Architects di Bruxelles per la realizzazione, a Court Saint Etienne, del progetto KAU Gymnasium. La costruzione della palestra ha preso spunto dalla foresta circostante che ha ispirato la creazione di un edificio semplice, scavato nel pendio, la cui facciata mostra la dualità del contesto: da un lato un muro di cemento e dall’altro una struttura in legno con piastre d’acciaio nere.

 

Per la Francia il Premio è stato vinto da The Ring of Remembrance International WW1 Memorial of Notre-Dame de Lorette, lavoro dello studio parigino Agence d’Architecture Philippe Prost. Un anello della memoria: il monumento ai caduti riporta sulla sua superficie, incisi su un’ellisse di fogli d’oro, i nomi dei 600mila uomini morti nel nord della Francia durante la Prima Guerra Mondiale. Un anello di 328 metri di calcestruzzo, simbolo di unità ed eternità: i nomi formano una sorta di catena umana e le lettere sono disposte in ordine alfabetico, senza distinzione di nazionalità, rango o religione.

 

 

Casa Da Severa di José Adrião Arquitectos di Lisbona è il progetto vincitore per il Portogallo: si tratta di una vecchia unità immobiliare di tre piani nel quartiere Mouraria di Lisbona, trasformata in un bar-ristorante. Casa da Severa, del cui edificio originario sono stati preservati solo la facciata e l’involucro esterno, ha mantenuto la struttura tipica dell’edificio di un quartiere popolare urbano con scala d’accesso che si affaccia direttamente sulla piazza creando una continuazione tra spazio pubblico e privato. All’interno è stato invece ricostruito approfittando però degli ampi soffitti, fino a 6,5 m, ora impiegati per video proiezioni.

 

 

Il Premio nazionale Repubblica Ceca è stato assegnato allo studio Prokš Přikryl Architekti di Praga per il progetto Facilities for a Biotope – Adaptation of a Former Agricultural Machinery Garage a Honětice. Un tempo antica fattoria collettiva agricola ora biotipo di successo con piscina artificiale: un progetto di recupero che ha mantenuto intatta la vecchia struttura prefabbricata in cemento armato e ha riconvertito l’area compresa tra le colonne in spazio ristoro, caffetteria, noleggio attrezzature sportive e servizi igienici. Recuperati per la muratura anche i mattoni usati per la costruzione dei garage originali mentre ampie porte integrate nei moduli di supporto fanno sì che l’intera struttura possa essere facilmente aperta su tutti i lati.

 

 

Ai dodici finalisti del concorso è andato poi un premio del valore di 1.500 euro, assegnato come segue:

BELGIO:
– Liège Theatre, Liège di Atelier d’architecture Pierre Hebbelinck e Pierre de Wit;
– Water Tower construction, Ghlin di V+ / Vers plus de bien-être.

FRANCIA:
– Euravenir Tower, Lille di LAN Architecture;
– Dialogue entre Matière et Paysage, Nozay di a+ samuel delmas architectes | urbanistes.

ITALIA:
– Faber Headquarters, Cividale Del Friuli di GEZA Gri e Zucchi Architetti;
– Technopole for industrial Research: Shed 19 of Ex “Officine Reggiane” industrial area, Reggio Emilia di Andrea Oliva Architetto – Studio Cittaarchitettura.

PORTOGALLO:
– The Dovecote, Braga di AZO Sequeira Arquitetos Associados.
– House in São Francisco da Serra, São Francisco Da Serra di Giorgio Santagostino . Monica Margarido . Architetti

REPUBBLICA CECA:
– Centre for Renovation of the 20th Century Architectural Heritage, Brno di Archteam;
– Revitalization of the “Maxipes Fík” Riverbank, Kadaň di Projektil Architekti s.r.o..

SPAGNA:
– Public Space, Theatre “La Lira”, Ripoll, Girona di RCR arquitectes;
– Sailing School in Sotogrande, Cádiz di Héctor Fernández Elorza e Carlos García Fernández arquitectes.

Per sfogliare tutti i 18 progetti finalisti consultate il catalogo online e se volete saperne di più riguardo al BigMat International Architecture Award ’15 visitate il sito www.architectureaward.bigmat.com

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