Quando il design va in vacanza

Francesca Negri / 12 agosto 2016 / Stili e Novità

In vacanza al mare, in spiaggia, in montagna o in collina, a volte bastano le pagine di un libro per lasciarsi ispirare e dare spazio alla propria vena creativa: se non potete resistere al richiamo e alla passione per il design anche sotto l’ombrellone eccovi alcuni consigli da leggere sotto il sole.

 

Partiamo con Maledetti architetti. Dal Bauhaus a casa nostra di Tom Wolfe, una lettura in chiave ironica delle tendenze architettoniche degli ultimi cinquant’anni del secolo scorso. Palazzi di vetro, cemento e ferro, identici, privi di colore e linee curve: sono questi gli edifici che hanno caratterizzato le città a partire dagli anni Trenta. Un insieme di edifici tristi e scomodi, dove le persone, a detta dell’autore, non vogliono più abitare, eppure le soluzioni proposte dagli architetti non fanno altro che ricalcare questi modelli costruendo «nuovi scatoloni di cristallo, rivestiti di lastre specchianti in modo da riflettere gli edifici vicini, anch’essi scatoloni di cristallo, e distorcere così quelle noiose linee rette, facendole sembrare curve».

Da una lettura critica a un classico, ecco Amate l’architettura di Gio Ponti, testo pubblicato per la prima volta nel 1957 e concepito dallo stesso autore come una piccola opera di architettura tascabile. Un volume con pagine di diversi colori, tanto che, visto di taglio, dà l’idea di un raccoglitore ricco di appunti e temi. Un testo che mette in luce il pensiero di Gio Ponti, il suo essere intellettualmente equidistante dai movimenti e dalle correnti architettoniche istituzionalizzate, un osservatore partecipe e curioso di tutto ciò che lo circondava.

Da Gio Ponti a Ettore Sottsass, un altro libro da mettere in valigia è Scritto di notte, l’autobiografia in cui l’architetto racconta la sua storia, le immagini della sua infanzia, della sua giovinezza, della sua carriera. Un viaggio alla scoperta della vita di Sottsass e durante il quale i lettori sono accompagnati da una voce fuori campo, ironica e anche un po’ sorniona, che porta «chi tiene tra le mani questo libro a tenere tra le mani (forse) un uomo nudo», come scrive lo stesso architetto e designer nell’introduzione al testo.

 

Una chiave di lettura diversa, quella offerta da Sottsass, che si ritrova anche in Come ci si veste?  libro scritto da Adolf Loos. Forse non tutti sanno che Loos non fu solo un celebre architetto ma anche uno scrittore brillante e un attento osservatore della società a lui contemporanea. Nelle pagine di questo libro si possono così leggere le sue annotazioni sul tema dell’abbigliamento, dall’evoluzione delle calzature alla guerra dichiarata alle cravatte preannodate, fino ai consigli su come conservare l’aria di veri gentiluomini quando si va in bicicletta: una lezione di stile da un inaspettato maestro di eleganza.

Dalla moda ai capisaldi del Codice Mendini: il libro, curato da Fulvio Ierace, individua nove “regole”, come le definisce lo stesso Mendini, attraverso cui esplorare il lavoro del designer, in una catena di libere associazioni. Un’opera omnia di uno dei grandi maestri della creatività italiana che include oltre 500 illustrazioni che raccontano un percorso artistico – che dura da più di 50 anni – attraverso i principali capolavori di Mendini.

Arte come mestiere è invece l’opera scritta da Bruno Munari nel 1966 e divenuta un vero e proprio classico. L’artista ha demolito il mito dell’artista-divo sostituendolo con la figura del designer, e attraverso l’analisi di opere e temi indaga e presenta le diverse anime e specializzazioni del design, quali visual design, industrial design, graphic design e design di ricerca.

 

Quanto spesso ci arrendiamo di fronte a oggetti che non siamo in grado di maneggiare? Partendo da questa domanda, Donald Norman, nella sua opera La caffettiera del masochista, svela ai lettori inganni e paradossi di oggetti e tecnologie mal progettati, mentre è necessario che progettisti e designer realizzino prodotti nuovi e soprattutto facili da usare, comprensibili e anche capaci di dare piacere. Una nuova ondata di designer e imprese emergenti segnalati in Dopo gli anni zero. Il nuovo design italiano, la mappa tracciata da Chiara Alessi. Dal Duemila a oggi ecco i luoghi, le scuole, gli spazi di comunicazione e i nomi di più di 200 designer, la maggior parte dei quali under 30, che stanno scrivendo la nuova storia del design italiano.

 

Una sedia, un cucchiaio, un paio di scarpe. Cosa dicono gli oggetti che compriamo e produciamo in enorme quantità? Lo spiega Deyan Sudjic in Il linguaggio delle cose, un libro in cui pagina dopo pagina, l’autore ci fa capire come ciascuno di noi può coltivare la propria personalità circondandosi di oggetti nei quali riconoscersi e ai quali affidare il compito di rappresentare se stessi. Infine ultimo ma non certo per importanza, il volume Cos’è un designer di Norman Potter che definisce invece l’essenza del “buon design” quale processo utile a migliorare la qualità della vita degli individui. Un testo di riferimento per tantissime generazioni che proprio non può mancare tra le letture estive da mettere in valigia.

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