E luce fu… lampade storiche di design

Francesca Negri / 5 febbraio 2015 / Stili e Novità

Abbiamo recentemente parlato dei 50 anni della famosa Pipistrello firmata da Gae Aulenti (leggi qui l’articolo), ma quali sono le altre lampade di design che hanno fatto la storia? Quali modelli hanno rivoluzionato il mondo dell’illuminazione e chi le ha create?

Troppi i nomi e i brand da citare, ma noi proviamo a fare una veloce carrellata di alcuni tra i nostri preferiti, tra forme e materiali passati ormai alla storia. E voi quali lampade storiche aggiungereste a questa lista delle meraviglie?

Arco è la prima lampada alla quale pensiamo quando si dice design dell’illuminazione. Disegnata da Achille Castiglioni, è formata da 3 componenti: base, stelo e la famosa cupola. La base è interamente di marmo di Carrara che fu scelto perché, oltre ad essere esteticamente gradevole, permetteva un minore ingombro ed un peso maggiore rispetto ad altri materiali. La cupola così come lo stelo sono in acciaio inossidabile, la sezione ad U scorre in modo telescopico per permettere il giusto posizionamento del cono di luce.

Arco_Castiglioni

Anche per Biagio di Flos il materiale scelto fu il marmo di Carrara. Creata nel 1968 da Tobia Scarpa a metà tra l’oggetto funzionale e l’opera d’arte; ogni esemplare è unico perché lavorato come se fosse una scultura, le venature cambiano in ogni esemplare donano unicità ad ogni singolo pezzo.

Biagio Flos

Tolomeo venne lanciata nel 1987, grazie alla sua versatilità portò un grande cambiamento tecnico nel design delle lampade e la sua fortuna proseguì in tutte le versioni successive da tavola, a sospensione e da parete. La struttura caratterizzata dal meccanismo a molle garantisce una facilissima “manovrabilità”.
Disegnata per Artemide da Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina Tolomeo è sempre stata simbolo di contemporaneità; le sue linee semplici e tecnicamente perfette furono premiate con il Compasso d’Oro.

Tolomeo_Artemide

Atollo prodotta da Oluce fin dal 1977 è una delle più importanti lampade disegnate da Vico Magistretti. Sebbene richiami la classica abat-jour ha la forma essenziale di una scultura astratta. La luce s’irradia sia in modo diretto sia indiretto, il materiale è alluminio in colore nero oppure oro. Le tre parti di cui è composta (cono, cilindro e sfera) creano un’armonia geometrica tra materia e luce.

Atollo Oluce 1977

Cuboluce è la lampada da comodino disegnata nel 1972 da Fabio Bettonica e Mario Melocchi. Un’idea sorprendentemente semplice, ma allo stesso tempo innovativa, pluri-premiata nel corso degli anni ed anche esposta nella collezione permanente del MOMA di New York. Di grande successo, è tuttora disponibile in tanti colori e texture che la rendono ancor più personalizzabile.

Cubo luce

Snoopy, proprio questo è il suo nome, ispirata al profilo animale del miglior amico di Linus la produsse Flos dal 1967 al 2003, il progetto è di Achille e Pier Castiglioni. La cupola è in cristallo mentre il basamento in marmo conferisce eleganza; anche se apparentemente sembra non avere equilibrio è in realtà molto stabile grazie proprio alla corretta proporzionalità delle parti e del peso.

Flos_Snoopy

Il lampadario Hope prodotto da Luceplan e disegnato da Francisco Gomez e Paolo Rizzato, unisce tradizione e luminosità all’innovazione dei materiali e alle linee più moderne. Le sottili lenti fresnel oltre ad essere scomponibili creano una luce vivace ma delicata. Dal 2011 ad oggi ha raccolto numerosi successi dalla critica e dal pubblico, tra i riconoscimenti anche il Compasso d’Oro.

Hope Luceplan

Anche Eclisse si è aggiudicata il Compasso d’Oro nel 1967. Ispirata alle lanterne dei minatori, come sottolineò Magistretti, l’idea gli venne pensando alla lanterna di Jean Valjean, protagonista dei Miserabili di Victor Hugo: due calotte ruotano una sull’altra e come se fosse una vera eclissi il fascio di luce diventa regolabile.

Ecliss Artemide

Flute Magnum di FontanaArte è l’originalissima lampada a sospensione nata nel 1999 da un’idea di Franco Raggi.Flute Fontana arte

Storica e risalente al 1951 è la lampada 548 di Flos su design di Gino Sarfatti. È dotata di proiettore orientabile che dirige la luce verso uno schermo riflettente mentre la barra d’appoggio gestisce l’equilibrio tra i diversi pesi. Il grande cappello in metacrilato opalino è la parte più caratteristica che regala un effetto di diffusione luminosa. Nel 2015 è stata proposta una riedizione con fonte a LED e interruttore ottico con dimmer: “Re-illuminare” Sarfatti.

FLOS 548

Se vi piacciono le riedizioni è da segnalare una lampada dal nome simile: Riluminator di FontanaArte. Questa nuova versione nasce da Luminator disegnata da Pietro Chiesa nel 1932. La nuova lampada, dalla forma geometrica a torcia, ha il corpo in tecnopolimero plastico prodotto con tecnologia “rotazionale”, è cilindrico alla base dell’apparecchio sale per poi aprirsi e creare un tronco che, oltre a caratterizzare il design dell’oggetto, alloggia e nasconde la sorgente luminosa a Led.

Riluminator_PIetro-Chiesa_2014-Edition

  • Complimenti, pochi conoscono la vera storia dell’oggetto lampada, anche se oggi ci sono notevoli cambiamenti di trasformazione della lampada dovuto ad una sorgente luminosa solida chiamata led di dimensioni ridotte.
    Una volta si lavorava attorno ad una lampadina per creare un oggetto luminoso, oggi si vedono sempre più segmenti di luce dovuti a strip di led.
    Ho paura di pensare che il vero design, quello disegnato con la matita, sia oggi superato dal computer, anche se servono solo ad elaborare i dati, pero è giusto che la tecnologia vada avanti, ma non aspettiamoci oggetti da museo come quelli dagli anni cinquanta in poi sino a ieri.
    Scusate la mia amarezza sul design, ed anche il disturbo.
    Cordiali saluti
    Mino Dell’Omo Architetto

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