Greens, la parete verde modulare

Francesca Negri / 2 dicembre 2014 / Stili e Novità

Modularità, leggerezza ed ecocompatibilità sono le caratteristiche che distinguono Greens da altre tipologie di pareti verdi. «La necessità di modularità e leggerezza nasce da esigenze specifiche di natura tecnologica della principale azienda partner del progetto» ha spiegato Roberto Giordano, coordinatore di Greens e professore aggregato in Tecnologia dell’Architettura del Politecnico di Torino.

Greens (GREen ENvelop & System) è la sigla di questo progetto di parete verde nato nell’ambito del Polight, il Polo di Innovazione Edilizia Sostenibile e Idrogeno gestito dall’Environment Park di Torino. Per realizzare Greens sono stati quindi scelti prevalentemente materiali di origine naturale, oppure di recupero e riciclo (come nel caso del polipropilene per le cosiddette “tasche”). Le tasche sono realizzate con feltri costituiti da fibre naturali (viscosa) e da fibre miste riciclate o naturali. Nel substrato vero e proprio, costituito da una miscellanea di materiali, si è cercato di sostituire il più possibile i materiali idroretentori polimerici con materiali di recupero».

Ma quali sono, concretamente, i comfort di un edificio realizzato con pareti Greens? Secondo il coordinatore del progetto Roberto Giordano «i vantaggi più interessanti si hanno nella stagione estiva. La scelta di una specie vegetale può garantire un comfort che va a ridurre il carico di raffrescamento degli impianti di condizionamento. Soprattutto nelle facciate rivolte a sud si crea una sorta di metabolismo chimico per cui la radiazione solare viene usata dalla stessa specie vegetale: la radiazione va a colpire la foglia e viene utilizzata dalla foglia stessa per poter crescere. Inoltre la stratigrafia studiata per Greens fa in modo che buona parte della radiazione solare venga riflessa oppure assorbita all’interno del substrato, ma non trasferita all’interno dell’abitazione». Giordano mette in evidenza altri due vantaggi: «La presenza dei vegetali fa in modo che molti inquinanti atmosferici vengano assorbiti o diluiti non solo dalla foglia stessa, ma in alcuni casi dal substrato che funziona come una specie di spugna che intrappola gli inquinanti. Da sottolineare infine anche il comportamento dal punto di vista acustico: tanto la parte vegetata quanto la parte di substrato funzionano come materiale fonoassorbente». Si può scegliere tra specie perenni come la lonicera e piante da orto, come zucchine, insalata, patate.

All’Environment Park di Torino è possibile toccare con mano il primo edificio Greens.

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