Assegnati i premi del World Architecture Festival 2015

Michela Pesenti / 11 novembre 2015 / Stili e Novità

L’edizione 2015 del World Architecture Festival, gli “Oscar” dell’architettura assegnati il 5 e il 6 novembre al Marina Bay Sands di Singapore, ha visto trionfare The Interlace: il villaggio verticale di Singapore progettato dallo studio tedesco Buro Ole Scheeren e dall’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, che si è aggiudicato l’ambito riconoscimento di “Edificio dell’anno“.

Il complesso residenziale, completato due anni fa e situato nel cuore della città, su un sito di 8 ettari, è composto da 31 blocchi residenziali, ciascuno alto sei piani e impilati secondo una disposizione esagonale intorno a otto grandi cortili. I blocchi, in parte appoggiati gli uni agli altri e in parte sospesi, contano un totale di 1041 unità abitative, un vero e proprio villaggio che comprende al suo interno piscine, campi da tennis, giardini comuni e terrazze sul tetto. Un progetto premiato per quello che i giudici hanno definito un approccio “radicale e alternativo“, nonché, secondo Paul Finch, direttore del festival, «un esempio coraggioso, un modo potente e contemporaneo di intendere l’architettura pensando allo sviluppo di palazzi simili senza che diventino un ammasso di torri senza senso».

Gli altri progetti premiati

Più di 400 i progetti di architetti e designer, provenienti da tutto il mondo, che si sono contesi i riconoscimenti assegnati dai giurati dell’ottava edizione del festival. Tante anche le categorie in gara, dai Progetti Futuri alla sezione Paesaggi, dall’Architettura per esterni alla Cultura, passando per Casa e Masterplanning, senza dimenticare le categorie Benessere, Ufficio, Sport, Scuole, Trasporti.

Future project dell’anno è stato proclamato Vancouver House in Canada, grattacielo progettato dallo studio BIG – Bjarke Ingels Group che verrà completato nel 2018. L’edificio è parte di un nuovo assetto urbanistico che interessa la città, il cui centro sarà raggiungibile da un nuovo punto di accesso: il ponte Granville Bridge. La torre e la base che compongono la struttura sono l’espressione e una nuova interpretazione del movimento “Vancouverism”, che mira a preservare la vista panoramica della città, soprattutto per chi si muove sui percorsi pedonali, nonostante l’imponenza dell’edificio. Un complesso a uso misto, composto da spazi residenziali e commerciali,  oltre che da alcune aree esterne di uso pubblico. Uno nuovo grattacielo che, a dispetto dell’altezza imponente della torre, non appesantisce lo skyline cittadino ma regala una nuova linea all’orizzonte architettonico di Vancouver.

 

Per la categoria Civic and Community ha invece trionfato il progetto dello studio 1+1>2 International Architecture J.C.S. per il centro civico di Hoi An in Vietnam interamente realizzato con canne di bamboo e foglie di cocco. Un progetto, quello della Cam Than Community House, che conferma le enormi potenzialità del bamboo come materiale di costruzione (di cui avevamo già parlato nel n.15 di UP!, dicembre 2014). Economica e resistente, capace di competere con acciaio e legno lamellare, la struttura in canne di bamboo sorregge la copertura in foglie di cocco, mentre le pareti sono realizzate con un doppio strato di mattoni essiccati al sole e alberi di Areca ombreggiano gli ambienti esterni. Un  esempio di bioedilizia e bioarchitettura in totale armonia con il contesto della costa vietnamita, luogo tutelato dall’Unesco.

 

Ad aggiudicarsi il riconoscimento della sezione Paesaggi è stato lo studio cinese Turenscape International con il progetto Yanweizhou Park realizzato a Jinhua, città-prefettura dello Zhejiang. Un parco naturale di 26 ettari che si snoda in una zona umida vicino alla foce di tre fiumi, sorto con l’intento di integrare cittadini e natura in un paesaggio resiliente che ben si adatta alle inondazioni a cui è soggetta l’area. Una rete di ponti pedonali gialli e rossi, che ricordano nella forma i serpenti della tradizione cinese e richiamano la celebre Danza del drago per la Festa della primavera, attraversa parte della superficie acquatica collegando l’area al teatro lirico della città.

Tra i premiati non poteva mancare Expo 2015, vincitore per la categoria Display il noto padiglione del Brasile con la gigantesca rete che collegava i tre piani della struttura.

Degni di nota anche Little Bird Nest di Kalle Dinell e Morten Johansson, vincitore del premio Progetti per spazi ridotti: assegnato per la prima volta nel 2015. La costruzione che si trova all’interno dello stadio di Lidingövallen (Svezia) è stata realizzata per il Lidingo Football Club e comprende, un piccolo spazio uffici e un caffè.

Categoria molto colorata quella dell’Akzo Nobel’s Prize for Color in Exterior Architecture, che premia le soluzioni più creative per l’integrazione tra colore ed esterni. Vincitore è stato ONS INCEK in Turchia, dello studio Yazgan Design Architecture. Complesso residenziale di lusso che accoglierà 992 residenze, ancora in costruzione, al momento è stato realizzato solo l’ingresso che funge da showroom/ufficio vendite e la cui copertura esterna ondulata è formata da pannelli di vetro colorato, nelle tonalità con cui verranno poi realizzate le superfici delle torri circostanti: arancione, verde e blu. La prospettiva crea giochi cromatici d’effetto complice anche la linea dell’edificio a richiamo della pendenza collinare su cui sorgerà il residence.

Questi proposti sono solo alcuni dei tanti progetti vincitori, per approfondire potete visitare il sito ufficiale del premio.

  • Interlace fa pensare a quando da piccoli si giocava con i mattoncini lego: mio nipote, due anni, compone strutture piu’ interessanti. e senza alcun dubbio piu’ divertenti .almeno senza la superbia di poter pensare che degli esseri umani siano contenti di andarci a vivere per davvero. si doveva chiamare lilliputown forse……

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