Che sapore ha l’architettura?

Michela Pesenti / 20 maggio 2016 / Stili e Novità

Se pensate che l’architettura sia solo progetti e concept, planimetrie e rendering, materiali e texture, non avete ancora scoperto che l’architettura ha anche un sapore.

Tradurre linee e volumi in aromi e profumi vi sembra così impensabile? Ebbene, lo studio milanese Gruppo C14, che da anni si occupa di progetti di illuminazione, arredo e interior design, si è cimentato in questa sfida creativa, raccontandosi con una ricetta ironica chiamata “Hannibal” che traduce lo spirito dello studio e dei suoi membri in ingredienti rigorosamente gourmet.

Lo spirito creativo e le opere ideate da questi originali architetti dal palato raffinato hanno il sapore di un controfiletto di cervo marinato in tequila, lime, coriandolo e spezie, servito con crema di cipolle rosse e mirtilli e accompagnato da dadi croccanti di polenta.

Una ricetta in cui diversi tipi di linguaggio si uniscono, in una miscela di gusti, forme e concetti; «una ricetta che narra in chiave ironica chi siamo. Ingrediente principale è infatti il cervo, per noi simbolo di libera creatività e icona del logo dello studio. Ci stiamo dando in pasto, buon appetito», ha dichiarato Alexander Bellman, fondatore del Gruppo C14.

 

 

Vi è venuta l’acquolina e non vedete l’ora di scoprire e assaporare “Hannibal”: eccovi la ricetta che alterna selvatico e domestico/coltivato. Da un lato il già citato ingrediente principale, il controfiletto di cervo e i frutti di bosco, dall’altro polenta e sugo, manufatti gastronomici della tradizione e del saper fare.

Ingredienti:

-Controfiletto di Cervo      -Farina Gialla

-Cipolle rosse                      -Mirtilli

-Lime                                    -Coriandolo

-Peperoncino verde           -Cumino

-Bicchiere di tequila          -Lardo

-Sale qb                                -Sale nero qb

-Olio Evo                             -Brandy

-Topinambur                      -Acciughe

Procedimento:

Il giorno prima di gustare “Hannibal” è necessario marinare la carne di cervo rigorosamente per almeno 24 ore in una miscela di 120 ml di succo di lime con 120 ml di olio evo, mezza tazza di coriandolo tritato, un peperoncino verde macinato, un cucchiaio di cumino macinato e un bicchierino di tequila. Il giorno dopo potrete procedere a lardellare e parare il cervo e procedere alla cottura al forno (la durata e temperatura dipendono dal forno). Preparate poi la polenta tenendola piuttosto dura quindi ritiratela in un contenitore dalla forma rettangolare e fatela raffreddare e poi tagliatela in dadi con lato di 3 cm. Sminuzzate la cipolla rossa grossolanamente e rosolate sfumando con un goccino di brandy. Pelate e sminuzzate grossolanamente i topinambur, aggiungete le acciughe e cuocete frullando il tutto. Aggiungete poi i mirtilli e fate cuocere il tutto per 10 minuti, quindi frullate per pochi secondi. Tagliate a fette il filetto di cervo, grigliate la polenta da tutti i lati e predisponete la salsa di cipolle e mirtilli. Impiattate e guarnite con il topinambur, la cipolla rossa e mirtilli interi.

 

E per voi… che gusto ha l’architettura? Quale piatto racconta la vostra “poetica architettonica”?

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