L’architettura sullo schermo: 6 edifici iconici in un film

Michela Pesenti / 24 aprile 2015 / Stili e Novità

Cattedrali della Cultura 3D è l’originale documentario ideato da Wim Wenders che, in collaborazione con registi di fama mondiale, ha cercato di dar voce a sei edifici iconici per l’architettura e la cultura dei nostri tempi. Soggetto dei 6 racconti sullo schermo è la vita di ogni giorno all’interno di questi templi dell’architettura, luoghi pieni di fascino che racchiudono grandi storie.
I registi che si sono cimentati nell’opera hanno selezionato edifici simbolo della storia e della cultura, vicini al loro approccio artistico, al loro vissuto, alla loro poetica cinematografica e all’idea di bellezza.   Cattedrali_700x394Architetti, ingegneri, designer o anche solo appassionati della creatività e delle forme, prima o poi tutti ci siamo soffermati a pensare che alcuni edifici hanno una loro anima e possono trasmettere emozioni a chi li guarda. Wenders e gli altri li raccontano qui con uno sguardo digitale che li rende vivi anche grazie alla qualità delle immagini in 3D, come spiega lo stesso regista:

“(…) ho sviluppato l’opinione molto chiara che nel campo del documentario il 3D rappresenti un enorme passo avanti e possa davvero portare il genere a un livello totalmente superiore (…). L’incredibile vantaggio per i documentari è un’immersione amplificata che mette lo spettatore, come mai prima, “dentro a un luogo”, permettendogli di percepire l’architettura, ad esempio, come un’esperienza in uno spazio reale”.

In unico film è possibile ammirare e scoprire lati inediti della Filarmonica di Berlino, icona della modernità secondo Wim Wenders, la Biblioteca Nazionale Russa, impero silenzioso delle idee visto dagli occhi di Michael Glawogger; il Carcere di Halden, prigione modello narrata da Michael Madsen; il Salk Institute, monastero della scienza in California scelto dal famoso Robert Redford; il Palazzo dell’Opera di Oslo vista dallo sguardo di Margreth Olin; il Centre Pompidou, raccontato da Karim Aïnouz.

Il film è stato nelle sale solo per un giorno, martedì 21 aprile, distribuito da Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, ma uscirà presto in dvd.

Qui di seguito sinossi delle 6 opere cinematografiche e storia degli edifici a cui sono dedicate.

Filarmonica di Berlino
Filarmonica di Berlino

LA FILARMONICA DI BERLINO
Regia di Wim Wenders. Agli inizi degli anni Sessanta due strutture confinanti, la Filarmonica di Berlino e il Muro di Berlino, offrivano visioni del futuro contrastanti: una di inclusione e possibilità, l’altra di esclusione e paura. Mezzo secolo dopo, è la leggendaria Filarmonica di Hans Scharoun ad essere ancora in piedi. Nel cuore del centro culturale di Berlino, Potsdamer Platz, la Filarmonica rappresenta una spettacolare icona di modernità e idealismo. In La Filarmonica di Berlino di Wim Wenders, riusciamo a conoscere l’edificio attraverso gli occhi di molti dei suoi abitanti, ognuno dei quali ha una profonda connessione con lo spazio. Origliamo le prove dell’orchestra nella sala concerti centrale, dove Scharoun ha radicalmente reinventato il palco osando posizionarlo al centro dell’auditorium. Durante il film, “Jeux” di Debussy fa da perfetta colonna sonora al design ricercato della Filarmonica.

Biblioteca Nazionale Russa
Biblioteca Nazionale Russa

LA BIBLIOTECA NAZIONALE RUSSA
Regia di Michael Glawogger. Dalla sua inaugurazione nel 1814, la Biblioteca nazionale russa di San Pietroburgo, progettata da Yegor Sokolov, ha assistito a buona parte della tumultuosa storia nazionale. Le sue pareti custodiscono un regno di pensieri che risalgono ad ancora prima, teneramente conservati dal personale in larga parte femminile della biblioteca, i cui tacchi risuonano interrompendo il silenzio delle sale sempre più vuote. In La Biblioteca nazionale russa di Michael Glawogger, la biblioteca parla attraverso passi scelti della sua letteratura più alta. Al di là delle pareti della biblioteca c’è un mondo che si affida sempre più a delle cloud invisibili di dati per conservare la conoscenza e dove le biblioteche, le librerie e gli scaffali di libri stanno svanendo. La Biblioteca nazionale russa è un promemoria potente della bellezza effimera dei libri, dei loro rifugi e dei loro custodi.

Cracere di Halden Norvegia
Carcere di Halden Norvegia

IL CARCERE DI HALDEN
Regia di Michael Madsen. Il carcere di Halden in Norvegia, ideata dallo studio di architetti danese EMA, è stato definito “la prigione più umana al mondo” dalla rivista Time. Dall’apertura nel 2010, l’istituto penitenziario ospita alcuni dei più pericolosi detenuti norvegesi. Ma possono le finestre senza sbarre, con vista panoramica sulla natura norvegese, aiutare davvero i criminali recidivi? Può una prigione essere veramente “umana”? Tradizionalmente le prigioni sono state progettate come luoghi punitivi: dentro la loro sfera la tolleranza della società finisce. Ma come Il carcere di Halden di Michael Madsen dimostra, questa struttura inverte questa tendenza imitando la “vita normale”. Usando riprese fluttuanti come elemento di contrasto con la cattività dei prigionieri, Madsen esplora il confine tra gli ideali umanisti di riabilitazione e la storica sete di vendetta e punizione della società.

Salk Institute California
Salk Institute California

IL SALK INSTITUTE
Regia di Robert Redford. Nel 1959, il famoso virologo Jonas Salk chiese all’architetto Louis Kahn di progettare il suo sogno di un nuovo tipo di istituto di ricerca – un luogo, come diceva, dove Picasso si sarebbe sentito a casa. Immaginava un “monastero” sulla costa californiana che permettesse agli scienziati di lavorare in sintonia con la natura senza distrazioni del mondo moderno. Fu una collaborazione unica tra due delle menti più originali del ventesimo secolo. Il Salk Institute di Robert Redford racconta l’ultimo progetto di Kahn come un capolavoro moderno, una storia d’amore di angoli. Contemplando l’edificio, il film esorta a una riflessione più ampia sulle qualità esistenziali degli spazi. Può l’anima di un edificio influenzare e ispirare coloro che ci lavorano a raggiungere grandi risultati? Accompagnato dalla musica di Moby, il film è un ritratto meditativo di un luogo monumentale e un omaggio ispiratore a due anime senza tempo che condividevano la stessa fede nel design come strumento al sevizio dei più alti ideali umani.

Palazzo dell' Opera di Oslo
Palazzo dell’ Opera di Oslo

L’OPERA HOUSE DI OSLO
Regia di Margreth Olin. Nel 2008, un nuovo elegante vicino realizzato dallo studio Snøhetta si è sistemato lungo le rive struggenti di Oslo nel centro della città. Il Teatro dell’Opera di Oslo, sede della compagnia dell’opera e del balletto norvegese, ora emerge dal fiordo, attraendo visitatori con il suo apparentemente infinito tetto di marmo e i suoi raffinati interni. Il design mozzafiato dell’edificio fa sfumare la divisione spaziale tra interno e esterno offrendo una miscela unica di relax, svago e alta cultura. L’Opera House di Oslo di Margareth Olin documenta le migliaia di piedi che ogni giorno attraversano il tetto bianco come la neve e le centinaia di professionisti al di sotto del tetto – gli artisti e il personale – che cercano di dare un senso alla vita “al di sopra”. Il design stesso dell’edificio, come rivela la Olin nel film, incarna la simbiosi tra arte e vita.

 

Centre Pompidou Parigi
Centre Pompidou Parigi

IL CENTRE POMPIDOU

Regia di Karim Aïnouz. Il Centre Pompidou, realizzato da Renzo Piano e Richard Rogers nel 1977, è sia una promessa democratica sia una giocosa utopia, che offre un’ampia scelta di cultura a una vasta gamma di visitatori. Come un aeroporto che trabocca dell’eccitazione dei viaggiatori in partenza per i loro viaggi, il Centro pulsa del fremito dei visitatori in attesa di dirigersi alle gallerie d’arte, agli archivi e alle biblioteche, ai luoghi d’intrattenimento, ai cinema, al ristorante e alla piattaforma panoramica. Il Centre Pompidou di Karim Ainouz immagina un giorno della vita di questo punto di riferimento parigino, muovendosi lungo le gallerie di vetro delle sue scale mobili futuristiche, soffermandosi sugli incredibili panorami di Parigi e sulle vaste collezioni d’arte moderna, ed esplorando le sue stanze segrete. Il Pompidou è come un’enorme calamita al centro della città e il film ne cattura il fascino che esercita sui diversi visitatori: locali e stranieri, nuovi e abituali.

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