Apre al pubblico la James-Simon-Galerie di Berlino

Michela Pesenti / 12 luglio 2019 / Stili e Novità

Verrà inaugurata sabato 13 luglio la James-Simon-Galerie di Berlino, l’opera dell’architetto britannico David Chipperfield che costituirà la “porta d’ingresso” all’Isola dei Musei della capitale tedesca. Dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1999, l’isola racchiude uno dei più grandi complessi artisti e architettonici, sorto tra il 1824 e il 1930, che comprende i cinque edifici dell’Altes Museum, l’Alte Nationalgalerie, il Bode-Museum, il Neues Museum e il Pergamonmuseum.

 

Tra le architetture più attese del 2019 (e di cui abbiamo parlato nel numero 28 di UP!Magazine), la James-Simon-Galerie e i suoi 10mila mq di superficie «risolve problemi logistici e infrastrutturali per il complesso museale, e realizza anche una visione architettonica per l’Isola dei Musei. La sua posizione altamente simbolica ci ha incoraggiato a trovare una lettura dell’edificio che trascende le sue funzioni pratiche» come sottolinea lo studio di architettura che ha impresso all’opera un linguaggio contemporaneo, ma allo stesso tempo evocativo dell’architettura neoclassica.

 

L’alto basamento in pietra dell’edificio rafforza la sponda del canale Kupfergraben, al di sopra del quale si innalza il propileo contemporaneo che corre lungo il perimetro dell’edificio. Le sottili colonne diventano un leitmotiv e costituiscono uno spazio di transizione tra esterno ed interno utilizzato per l’attraversamento, proprio come nei propilei ateniesi.

 

Arrivando al livello superiore, i visitatori entrano in un ampio foyer, con biglietterie e accesso diretto al piano espositivo principale del Pergamon. Il foyer comprende anche la caffetteria e si apre su una grande terrazza che, lungo il canale Kupfergraben, percorre tutta la lunghezza dell’edificio. Un piano mezzanino sotto il foyer dell’ingresso principale ospita un bookshop e un grande guardaroba, servizi igienici e armadietti, mentre gli spazi espositivi temporanei e un auditorium sono situati nel seminterrato.

 

Il linguaggio architettonico della James-Simon-Galerie riprende elementi già esistenti nell’Isola dei Musei, principalmente dell’architettura esterna, come la topografia, i colonnati e le scale esterne, facendo riferimento a Schinkel, Stüler e agli altri architetti coinvolti nella creazione del complesso. Inoltre, la matericità dell’edificio in pietra ricostituita con un aggregato di pietre naturali si fonde con la ricca tavolozza di colori e materiali delle facciate dei musei vicini, mentre il cemento liscio domina gli spazi interni.

 

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