Back to school nell’Aula del Futuro di Stefano Boeri

Francesca Negri / 23 Settembre 2022 / Stili e Novità

È tornata a suonare la campanella in tutto lo Stivale e per gli studenti è giunto il momento di ritornare sui banchi per imparare e studiare, c’è chi però potrà farlo nella nuova “Aula del Futuro” firmata da Stefano Boeri Interiors, lo studio multidisciplinare dell’archistar Stefano Boeri e del suo socio Giorgio Donà, nell’ambito del progetto “Igiene Insieme” di Napisan e grazie al contributo del Comune di Rozzano.

Si trova nella scuola Primaria Collodi dell’Istituto Barozzi Beltrami di Rozzano (MI), il primo prototipo di “Aula del Futuro”: un nuovo concetto di spazio scolastico, che nasce con l’obiettivo di creare un ambiente innovativo, multifunzionale e aperto a più utilizzi anche in orari diversi. Il progetto di Stefano Boeri Interiors si basa su modelli di ambienti educativi che permettono uno spettro variegato di formati didattici e l’apertura della scuola ad attività diverse anche nelle ore extra scolastiche, mantenendo sempre al centro standard di igiene rigorosi e rispettosi della salute collettiva.

 

La luce, i colori, la tecnologia e gli arredi sono tra i protagonisti di questo nuovo modo di pensare i confini dell’apprendimento: spazi flessibili e versatili che cambiano e si adattano alle diverse esigenze, trasformandosi in sale per la musica, laboratori artigianali, scuole di danza e molto altro, modificandosi nel corso della giornata. Una scuola libera e aperta, al servizio della socialità e della comunità.

«Siamo felici di presentare questo prototipo di aula, che dimostra come la cellula-base della nostra scuola possa agilmente trasformarsi in uno spazio flessibile, aperto non solo a diversi formati di didattica (non solo frontale), ma anche a usi diversi nel corso della stessa giornata. Abbiamo progettato un’aula cangiante negli arredi e nella loro composizione; uno spazio che può essere progettato e modificato in tempo reale dai suoi utenti (a cominciare dagli studenti e dai docenti)» ha spiegato Boeri.

Nell’Aula del Futuro si trovano pareti mobili che garantiscano la variazione dello spazio sulla base delle diverse necessità e nel segno della multifunzionalità, spazi aperti orientati alla co-progettazione e integrati con il resto della scuola, arredi studiati per coinvolgere gli studenti e stimolarne tutti i sensi. Funzionalità e flessibilità sono le caratteristiche principali di ogni superficie: il pavimento facilita studenti e insegnanti nella configurazione dello spazio necessario, ricreando ogni volta il layout adatto allo specifico momento della giornata, dal lavoro a piccoli gruppi alla lezione frontale o la didattica informale, ecc. adattabili poi a possibili richieste di “distanziamento”.

 

Un approccio progettuale utile anche per stimolare dei processi metacognitivi, dove lo studente è spronato a una riflessione autonoma sui propri processi di apprendimento. L’aula è, inoltre, dotata di sistemi tecnologici avanzati per migliorare la qualità della didattica a distanza.

«Un’aula multifunzionale che rappresenta la condizione per aprire realmente le scuole italiane alla vita delle loro comunità urbane e trasformarle in centri di socialità e creatività. Il prototipo realizzato a Rozzano dimostra come le linee guida del Governo Draghi sulle nuove scuole da realizzare con i fondi PNRR possano diventare soluzioni tecniche e progettuali immediate. Ed è bellissimo che questa scommessa nasca grazie alla generosità di un gruppo di aziende italiane di eccellenza. Il futuro della scuola è adesso».

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