Il design di plastica di Dirk van der Kooij

Michela Pesenti / 5 marzo 2021 / Stili e Novità

Un modo di progettare onesto, perché basato sulla sperimentazione di un materiale che denuncia la propria origine ed è plasmato da un robot che crea “in trasparenza”: così ama descrivere il proprio modus operandi Dirk van der Kooij, designer belga che utilizza materiali di scarto, soprattutto plastici, per dare vita alle proprie creazioni.

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Appassionato costruttore sin da adolescente, Dirk van der Kooij ha frequentato la Design Academy di Eindhoven, dove ha creato la sua prima opera, lo sgabello Elephant Skin realizzato in materiale plastico dall’aspetto corrugato simile alla pelle di un elefante grazie a un metodo di ‘cottura’ in forno seguito da una fase di raffreddamento. «Il successo è arrivato sotto forma di pelle di elefante: un processo che vede i fogli di plastica raggrinzirsi e ritirarsi, per poi essere modellati a mano in un oggetto o in un arredo. Il risultato è organico e duramente combattuto» sottolinea il designer.

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Riciclo è la parola chiave di tutto l’operato del creativo, che dà una nuova vita e forma a frigoriferi, plastiche varie, vecchi cd e dvd trasformandoli in oggetti di arredo come sedie, tavoli e lampade. Un design sostenibile, etico e dall’estetica accattivante in cui l’aspetto finale degli oggetti «è di difficile controllo sebbene sia proprio questa la gioia di lavorare con materiale di recupero», come afferma Dirk van der Kooij.

Così, ad esempio vecchi cd e dvd sbriciolati, pressati e ricomposti si trasformano in lastre simili a pietre a formare il Discography Table, per il quale i clienti sono invitati a contribuire con la propria collezione di dischi che saranno utilizzati per creare il piano del tavolo.

La RvR chair, una sedia leggera, dalle curve morbide e accoglienti, è stata realizzata in materiale sintetico grazie all’uso di una stampante tridimensionale che ripassa più volte sulle stesse linee in modo da creare la particolare sezione stratificata di gambe e braccioli. Il tavolo Meltingpot Table è poi un prodotto di doppio riciclo perché utilizza scarti ed errori di produzione di cui la colorista Pip Atkinson dispone la composizione creando a mano tavoli che sono pezzi unici.

 

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