Filtration: il grattacielo galleggiante che ricicla i rifiuti

Michela Pesenti / 23 agosto 2019 / Stili e Novità

Un grattacielo galleggiante che ripulisce le acque dei mari dalla spazzatura che li sta sommergendo: l’idea è del giovane architetto Honglin-Li che punta a realizzare una struttura, chiamata Filtration, per eliminare la grande macchia di immondizia della Great Pacific Garbage Patch che fluttua tra il Nord America e il Giappone.

 

Il progetto prevede la costruzione di una torre modulare posta su una chiatta su cui installare degli impianti di depurazione e termovalorizzazione per pulire le acque oceaniche, smaltire i rifiuti e allo stesso tempo produrre energia. Premiato con la menzione d’onore alla Scayscraper Competition 2019 di Evolo, Filtration potrebbe essere costruito anche a partire dagli scheletri di piattaforme petrolifere abbandonate in mezzo al mare. Secondo le ricerche del giovane progettista americano, sarebbero circa 2.978 le strutture di trivellazioni offshore potenzialmente convertibili in sistemi di depurazione delle acque, di cui almeno 4 sarebbero collocate in punti strategicamente vicini alla Great Pacific Garbage Patch.

 

«A differenza di un impianto di recupero di materiale convenzionale che si basa principalmente sulla gravità e sull’utilizzo di più convogliatori per prelevare rifiuti dall’oceano per lo smistamento e la distribuzione, Filtration utilizza l’acqua di mare per pompare i rifiuti e convoglia l’acqua inquinata alla sommità dell’edificio. In questo modo Filtration pulisce gli oceani e aiuta a salvare il Pianeta» spiega Honglin-Li. In questo modo si possono il grattacielo potrà smaltire tonnellate di plastica e rifiuti del mare e contemporaneamente produrre l’energia necessaria ad autoalimentarsi.

 

Una soluzione per affrontare la crisi ambientale che sta investendo tutto il nostro pianeta: oltre alla macchia di immondizia del Pacifico, che ricopre circa l’8,1% dell’oceano, si stanno formando simili accumuli di rifiuti anche nell’Oceano Atlantico, in quello Indiano e persino in specchi d’acqua più piccoli e caratterizzati da correnti locali come nel Mare del Nord, anche se di dimensioni più ridotte rispetto a quelli galleggianti nel Pacifico.

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