Goodbye Alessandro Mendini, rivoluzionario del design italiano

Michela Pesenti / 22 febbraio 2019 / Stili e Novità

Si è spento a 87 anni,  lunedì 18 febbraio, Alessandro Mendini, uno dei maggiori protagonisti della storia del design italiano. Designer, architetto, progettista, artista poliedrico, brillante, visionario e curioso di sperimentare, Mendini è stato fautore di una rivoluzione del design con le sue idee fuori dal coro che lo portarono a collaborare con alcune tra le più importanti aziende come Alessi, Bisazza, Zanotta, Philips, Cartier, Swatch e molte altre.

Vincitore di due Compassi d’Oro (1979 e1981), il designer fu anche direttore delle riviste Casabella (1970-1976), Modo (che fondò nel 1977 e diresse fino al 1981), Domus (dal 1979 al 1985 su indicazione di Gio Ponti e dal 2010 al 2011), nonché autore di alcune opere architettoniche come il Groninger Museum in Olanda, le fabbriche Alessi e il Forum-Musem di Omegna, il rinnovo della Stazione Termini di Roma, il restauro di tre stazioni della Metropolitana di Napoli, la nuova Fiera e la sede della Triennale di Milano in Corea del Sud.

Un creativo a tutto tondo che, come ha raccontato in passato, all’inizio della sua carriera non voleva fare l’architetto o il designer: mentre studiava architettura si era reso conto di preferire la pittura, il disegno di fumetti, l’approccio teorico e letterario all’architettura. Eppure grazie a queste passioni ha saputo innovare il mondo del design grazie al suo linguaggio ironico, colorato e ludico che ha portato alla creazione di oggetti non solo funzionali ma anche dotati di contenuti emozionali: l’oggetto diventa quasi un gioco per alleggerire l’animo di chi lo elegge a protagonista di una ritualità quotidiana. La collaborazione con Alessi prende il via proprio da qui trasformando utensili della vita di tutti i giorni, come il cavatappi Anna G. o il macinapepe Anna Pepper, in simbolo di una rivoluzione che trasforma le azioni comuni in momenti con un forte contenuto ludico e brioso.

 

Co-fondatore e teorico del movimento Alchimia negli anni Settanta, protagonista di molte altre correnti (da Global Tools a Memphis), nel 1989, insieme al fratello Francesco, fondò Atelier Mendini a Milano: uno studio che progetta oggetti, mobili, installazioni, interior, pitture, architetture. Tra i suoi lavori più famosi si ricordano la Poltrona Proust, una finta poltrona del ‘700 con un finto rivestimento puntinista prodotta da Kandissi e poi da Cappellini, Anna G per Alessi, ovvero un oggetto banale come un apribottiglie diventa ironico e divertente prendendo le sembianze della sua musa ispiratrice, la designer Anna Gili, o ancora Amuleto per Ramun, una lampada portafortuna ideata come buon auspicio per il nipotino, e Macaone per Zanotta, tavolo che si colloca in una zona di confine tra arte e design e che si ispira alla tradizione dell’artigianato artistico italiano.

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