Green, indipendente, tecnologica e cybersicura: ecco la casa del futuro per gli italiani

Michela Pesenti / 9 Giugno 2023 / Stili e Novità

Come è cambiata la percezione degli italiani della casa dagli anni del lockdown a oggi? A rivelarlo è la ricerca BVA-Doxa, condotta per la III edizione dell’Osservatorio Change Lab, Italia 2030, e realizzato da Groupama Assicurazioni. Rispetto alla pandemia, quando gli spazi domestici erano percepiti come una “prigione” in cui si è stati costretti a trascorrere mesi senza poter uscire, oggi la casa viene vista in un’ottica diversa: per il 73% degli intervistati è un luogo polifunzionale dove vivere e condividere momenti felici con familiari e amici, per il 38% è il posto dove trascorrere anche il tempo libero, mentre per il 46% dei nostri connazionali rappresenta una “garanzia per il futuro” sia come capitale da poter utilizzare in caso di necessità sia come bene da lasciare in eredità ai propri figli e famigliari; insomma un investimento futuro (per il 35% del campione).

«L’indagine conferma che, dopo il periodo del lockdown, in cui era stata rifugio sicuro dove proteggersi dal rischio di contagio pandemico, la casa è tornata a essere per gli italiani un ambiente da vivere appieno, uno spazio ibrido e multifunzionale. Rispetto al passato, per effetto delle mutate abitudini, gli italiani trascorrono più tempo nelle proprie abitazioni, a volte l’intera giornata: lavorano in smart working, si dedicano ai propri hobby, incontrano gli amici, fanno shopping online… e, in ogni circostanza, vogliono sentirsi protetti, perché oggi più che mai avvertono nuovi bisogni di sicurezza» ha dichiarato Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni.

Lo stretto legame con la casa si riflette anche nei numeri: il 79% degli intervistati possiede una casa di proprietà a cui di aggiunge un ulteriore 15% che prevede di acquistarla in futuro. L’acquisto è stato reso possibile ricorrendo a un mutuo (46%) o grazie al contributo economico dei propri genitori (14%) ma c’è anche chi l’ha ereditata (22% dei casi e situati soprattutto al sud).

LE CARATTERISTICHE DELLA CASA DEL FUTURO

Ma quindi come sarà la casa dei prossimi anni? «L’indagine mostra che gli italiani desiderano una casa che dia un senso di benessere, che faccia sorridere ogni volta che se ne varchi la soglia, da soli e in compagnia, anche ‘virtuale’, da techno entusiasti quali sono. Una cornice per la vita che rappresenti chi sono o chi vorrebbero essere. Ed ecco perché l’interior design diventa strumento cognitivo. Spesso i nostri connazionali sognano abitazioni flessibili, trasformabili, cangianti, con spazi fluidi e modificabili all’occorrenza. Insomma, se una volta in cucina si cucinava, in sala da pranzo si mangiava, in camera da letto si dormiva, ora queste rigide distinzioni suonano dispotiche: ad esempio, in cucina oggi si mangia, si lavora al computer, si legge, i figli fanno i compiti, si chiacchiera e molto di più» ha sottolineato Diego Thomas, architetto specializzato in interior design.

Sia chi lavora fuori casa sia chi invece in casa trascorre molto tempo, perché smartworker o non occupato, ha la voglia di vivere il tempo libero tra le mura domestiche: oltre alle ore del sonno, infatti, più della metà degli italiani (55%) trascorre tra le 4 e le 6 ore al giorno negli ambienti domestici e sceglie la propria dimora come luogo privilegiato per condividere il tempo con gli affetti e dedicarsi ai propri hobby. Solo il 9% non vi resta per più di 3 ore al giorno (percentuale che sale al 13% fra i giovani); mentre il 36% la vive per più di 6 ore.

Per più di 1 italiano su 2 (53%), la “stanza del cuore” è il salotto/soggiorno: cuore pulsante della casa, è lo spazio dedicato allo svago e alla socialità. Seguono: la cucina per quasi 1 italiano su 4 (37%), e la camera da letto (31%), considerata un vero e proprio tempio del relax. Se potessero avere una stanza in più, 4 italiani su 10 (39%) la destinerebbero ai propri hobby, con il 26% che la userebbe, in particolare, per fare sport; per 3 su 10 (28%) invece sarebbe bello avere una camera in più per ospitare amici e parenti.

SPAZIO ALLA SOSTENIBILITÀ

Immaginandosi come dovrebbe essere la propria casa da qui a 10 anni, quasi la metà degli intervistati (44%) la vorrebbero con un ampio spazio esterno (giardino, terrazza), ma anche indipendente (27%), con una grande zona living (26%) e una cucina di notevoli dimensioni (20%). Non mancano l’attenzione alla sostenibilità e al green: per 6 intervistati su 10 dovrà essere ad alta efficienza energetica, come confermano i dati che vedono già oggi i nostri connazionali propensi ad attuare numerosi interventi che vanno in questa direzione attraverso lavori di isolamento termico e acustico (56%), il ricorso a fonti rinnovabili per riscaldamento e illuminazione (56%), o anche l’adozione di dispositivi di domotica ed elettrodomestici a basso consumo (35%). I più giovani di 18-34 anni, poi, sognano uno spazio verde per fare l’orto (39%) e più di 1 italiano su 10 (13%) sarebbe propenso ad ammobiliare la propria abitazione con arredi ecosostenibili in bambù, legno, vetro e cartone o desidererebbe disporre di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici sul piano strada (14%).

Sostenibilità intesa anche come riduzione degli sprechi: nella casa del futuro, per quasi 4 italiani su 10 (35%) sparirà la vasca da bagno, per contenere i consumi idrici; percentuale che sale al 42% tra i più giovani. Per il 13% degli intervistati, inoltre, a scomparire nei prossimi 10 anni potrebbe essere anche la libreria, dal momento che in futuro leggeremo sempre più su supporti digitali. L’indagine mostra, infine, trend interessanti legati al fenomeno crescente della sharing economy: anche se solo in minima percentuale (8%), gli italiani immaginano un futuro in cui la casa non avrà più un garage, perché spariranno le auto di proprietà; così come un 6% ritiene di non aver bisogno di una cucina, perché mangerà sempre fuori casa, favorendo la crescita di ristoranti e dehors.

CASE SICURE E TECNOLOGICHE

Quando si parla di casa, la totalità del campione si mostra molto previdente e attenta agli aspetti relativi alla sicurezza, anche perché negli ultimi anni – complice l’aumento di fenomeni climatici avversi – è cresciuta la consapevolezza dei rischi legati alla natura, che potrebbero compromettere l’abitabilità delle abitazioni. Nella “top 3” delle principali paure degli italiani legate alla casa vi sono le calamità naturali (per il 37% degli intervistati), di poco precedute da spese impreviste (per lavori condominiali, rifacimento facciata o ristrutturazioni importanti), che preoccupano 1 italiano su 2, e dal pericolo di furti (43%). Seguono, con poco distacco, i problemi idraulici ed elettrici (35%). Nei prossimi 10 anni, gli italiani prevedono di acquistare in media 3,8 dispositivi digitali in più, a testimonianza della volontà di rendere le proprie case sempre più tecnologiche e connesse. Tuttavia, ancora oggi c’è una scarsa percezione dell’importanza della cybersecurity tra le mura domestiche: il 45% degli intervistati dichiara di non conoscere affatto questa tipologia di rischio e di non aver contezza del tema, a cui si aggiunge anche un 35% che pensa di non doversi preoccupare di fronte a questi tipo di minacce. Eppure, il campione è fortemente attento alla sicurezza, soprattutto quando si parla di dispositivi “tradizionali”: il 38% ha dotato le proprie abitazioni di luci di emergenza, in caso di blackout; il 22% ha dispositivi antiscivolo nella doccia e per le scale; il 20% copri prese elettriche; a cui si aggiunge un 18% che ha installato rilevatori di fughe di gas e un 13% che ha anche un estintore in casa.

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