Hotel post pandemia? Il progetto dello studio The Manser Practice

Michela Pesenti / 29 maggio 2020 / Stili e Novità

Come ripensare e adattare gli spazi di un hotel per mantenere il giusto distanziamento sociale come imposto dalle restrizioni causa coronavirus? A rispondere a questa domanda ci ha pensato lo studio inglese di architettura The Manser Practice che ha elaborato un concept design ad hoc per tutte le strutture ricettive per far sì che siano pronte a ricevere i turisti quando si potrà tornare a viaggiare senza limiti.

Il nuovo concept dello studio prevede l‘assenza di receptionist e accessi senza contatti, percorsi a senso unico e camere più grandi con palestra incorporata. Ciò su cui dovranno puntare gli hotel sarà sicuramente la massima pulizia delle stanze e la riduzione di punti di contatto non necessari, elementi e standard questi che potrebbero essere difficili da garantire da strutture basate su modelli di condivisione degli spazi o prenotazioni tra privati. Alla ricerca di spazi puliti e “sicuri” i viaggiatori propenderanno così per hotel e grandi catene alberghiere che dovranno ridurre al mimino, all’arrivo degli ospiti, l’interazione con il personale privilegiando check-in automatici con un’app dedicata che regola anche l’apertura delle porte e l’accesso ad altri servizi della struttura.

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Uso di tecnologie intelligenti da un lato e il ritorno alle vecchie forme di servizio in camera dall’altro lato sono i cardini del concept design dello studio The Manser Practice che prevede percorsi tra i vari ambienti e nei corridoi a senso unico e servizi ristorativi consegnati direttamente nelle stanze degli ospiti, per evitare l’accesso e l’affollamento alla sala ristorante. Room service da attivare anche per il servizio di lavanderia e consegna di qualsiasi oggetto attraverso uno sportello che si attiva a distanza che permette lo scambio tra esterno e interno della stanza per evitare contatti e rispettare il distanziamento sociale e la privacy degli ospiti.

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Guardando a un futuro più lontano, il concept dello studio inglese prevede la realizzazione di stanze più spaziose e una riduzione di spazi comunitari come palestre o sale meeting, per avvantaggiare il lavoro nella propria camera così come l’allenamento grazie alla presenza di attrezzi o spazi per la pratica dell’attività fisica. Ma la sfida più grande sarà quella degli ascensori: gli architetti inglesi pensano alla reintroduzione del modello paternoster, un tipo di ascensore popolare a metà Novecento, un ascensore che non si ferma mai con cabine in continuo movimento e aperte che possono ospitare solo una o due persone. Un modello da modernizzare che non solo contribuirebbe a spostare le persone in modo efficiente e più sicuro ma anche a caratterizzare in modo marcato il design di alcuni hotel.

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