Nel 2024 gli acquisti online di arredo sono cresciuti del 12%

Michela Pesenti / 5 Giugno 2024 / Stili e Novità

Il volume degli acquisti online continua a crescere: nel 2024, secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, si raggiungeranno i 38,6 miliardi di euro di valore, con una crescita del 65 rispetto al 2023. A trainare le compravendite in rete vi sono i settori arredamento e home living, auto e ricambi e food & grocery che registrano un incremento superiore alla media (con tassi compresi tra il +8% e il +12%), mentre beauty, informatica ed elettronica di consumo e abbigliamento presentano una crescita in linea con quella del settore (con tassi compresi tra il +7% e il +5%). La penetrazione dell’online sul totale acquisti retail (online+offline) nei prodotti è pari all’11%, stabile rispetto al 2023.

«Nel 2024, il mercato eCommerce B2c di prodotto continuerà a crescere (+2,2 miliardi di euro rispetto al 2023) anche se con ritmi più contenuti. L’incremento passerà dal +9% dell’anno precedente a un +6% nel corso di quest’anno. Il settore più performante nel 2024 sarà Arredamento e home living (+12%), supportato dalle innovazioni nell’esperienza utente, in particolare l’omnicanalità, l’utilizzo dell’Extended Reality e l’offerta di servizi logistici a valore aggiunto. Segue Auto e Ricambi (+10%). Da segnalare la ripresa del Food&Grocery (+8%) dopo il calo registrato nel 2023 (-2%)» ha dichiarato Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano.

Sul fronte delle aziende, l’Osservatorio Netcomm in collaborazione con Cribis, evidenzia come a oggi in Italia le aziende che hanno un proprio sito e-commerce sono 88mila. Analizzando in particolare le società di capitale – che generano il 95,7% del fatturato totale -, la maggior parte ha dai 6 ai 10 anni di vita (il 33%) e dagli 11 ai 25 anni (il 30%); mentre solo il 2,5% delle aziende più giovani, con meno di 2 anni, e il 3% di quelle con più storia alle spalle, con oltre 50 anni di vita, ha un proprio sito di e-commerce. La maggior parte delle aziende (18,6%) dotate di e-commerce si trova in Lombardia, seguita dal Lazio (12,1%) e Campania (12%). Roma e Milano sono le città con più aziende che hanno un proprio canale e-commerce attivo (quasi il 10%); segue Napoli con quasi il 7% delle aziende.

«In Italia l’eCommerce e più in generale il retail, dopo aver reagito alle numerose scosse e cambi di equilibrio degli ultimi anni, si trova ora nella fase dell’osare. L’online sta sperimentando l’utilizzo di tecnologie (anche di frontiera) in grado di migliorare le attività di relazione con il consumatore e di ottimizzare il back-end. Prove virtuali di capi di abbigliamento, soluzioni basate sull’AI, come la raccomandazione evoluta dei prodotti, la ricerca tramite immagini e il supporto di chatbot, incrementano e migliorano l’accesso all’acquisto per qualsiasi generazione, assicurando un ampliamento della base di clienti» precisa Pontiggia.

Quali sono i touchpoint che influenzano maggiormente gli acquisti online? Per i nostri connazionali sono i motori di ricerca (per il 55,9% degli italiani); il sito o l’app del brand di un determinato prodotto (per il 50,4% degli italiani); le recensioni dei prodotti (per il 48,2%) e i siti o le app che vendono questo tipo di prodotto (per il 43,3%). Un ruolo secondario, ma comunque di rilievo, è mantenuto dai social (per il 31,7% degli italiani); delle notifiche push (per il 30,5%) e dai punti vendita (per il 24,9%). La maggior parte degli acquisti online (62,9%) passa per gli eRetailer, ovvero i merchant nati online; seguono i siti dei produttori (18,6%); i retailer tradizionali (12,2%); i siti comparatori (5%) e a seguire quelli di vendite private e coupon che valgono rispettivamente l’1,1% e lo 0,2% degli acquisti online.

Oltre un terzo delle decisioni di acquisto offline (38,9%) sono influenzate da touchpoint digitali. Sono soprattutto gli acquirenti di prodotti come smartphone (95,5%), di elettronica (76,5%), elettrodomestici (76%), attrezzatura sportiva (69,6%), food delivery (60%), contenuti fisici (59,7%), arredamento e casalinghi (55%) e giocattoli (53,3%) a essere eseguiti dopo avere consultato almeno un canale digitale prima di compiere l’acquisto in negozio. L’influenza vale anche viceversa dall’offline verso l’online, seppur in percentuale minore: il negozio fisico, infatti, orienta un quarto degli acquisti online (25%) e, in particolare, la visita in un punto vendita del prodotto/servizio è particolarmente rilevante nell’influenzare gli acquisti online di elettrodomestici (53,6%); arredamento e casalinghi (44,4%); calzature (43,5%); food delivery (42,6%), attrezzatura sportiva (41,9%).

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