Le migliori architetture del XXI secolo secondo il The Guardian

Michela Pesenti / 27 settembre 2019 / Stili e Novità

Quali sono le 25 architetture più belle del XXI secolo? A stilare la classifica ci ha pensato il noto quotidiano inglese The Guardian che ha individuato gli edifici e le strutture che più caratterizzano, sinora, il secolo in corso. A mani vuote l’Italia che non viene menzionata dagli autori dell’articolo che hanno invece inserito l’aeroporto di Madrid Barajas o lo stadio nazionale di Pechino, oppure la Quinta Monroy housing, l’High line di New York e molte altre che vi riportiamo qui:

25. Cineroleum, Londra, Regno Unito (2010), Assemble Architecture

24. Children Village, Canuanã School, Brasile (2017), Aleph Zero con Marcelo Rosenbaum

23. Muzeum Susch, Svizzera (2019), Voellmy Schmidlin

22. Bait Ur Rouf Mosque, Dhaka, Bangladesh (2012), Marina Tabassum

21. Blue House, Londra, Regno Unito (2002), FAT

20. Teshima Art Museum, Giappone (2010), Ryue Nishizawa

19. Gando School, Burkina Faso (2001-12), Francis Kéré

18. Aeroporto di Madrid Barajas , Spagna (2005), Richard Rogers

17. Beijing National Stadium, China (2008), Herzog & De Meuron

16. Bruder-Klaus Field Chapel, Mechernich, Germania (2007), Peter Zumthor

15. Peckham Library, Londra, Regno Unito (2000), Will Alsop

14. Campus Xiangshan, China Academy of Art, Hangzhou (2002-13), Amateur Architecture Studio

13. Sala Beckett, Barcellona, ​​Spagna (2014), Flores y Prats

12. Fuji Kindergarten, Tokyo, Giappone (2007), Tezuka Architects

11. Quinta Monroy housing, Iquique, Cile (2004), Elemental

10. Elbphilharmonie Hamburg, Germania (2016), Herzog & de Meuron

9. UTEC university campus, Lima, Perù (2015), Grafton Architects

8. Biblioteca e giardini botanici di Vasconcelos, Città del Messico, Messico (2007), Alberto Kalach

7. Casa da Música, Porto, Portogallo (2005), OMA

6. 21st Century Museum of Contemporary Art, Kanazawa, Giappone (2004), SANAA

5. High Line, New York, Stati Uniti (2009-14), Diller Scofidio + Renfro

4. Seattle Central Library, US (2004), OMA

 

E sul podio? Sul gradino più basso della classifica troviamo in terza posizione il Neues Museum di Berlino, architettura costruita tra il 1841 e il 1859 e poi “ferita” dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e poi restaurato dopo la caduta del muro da David Chipperfield e Julian Harrap. Secondo posto invece per il Grand Parc di Bordeaux (di cui vi abbiamo parlato qui) importante esempio del 2016 di riqualificazione di un quartiere di edilizia popolare firmato dagli architetti francesi Lacaton & Vassal che hanno conquistato il Mies van der Rohe 2019.

 

A conquistare la prima posizione, quella più ambita, è la Tate Modern di Londra, considerata dal quotidiano la «madre di tutte le conversioni a loft, uno degli edifici pubblici più mozzafiato del mondo quando è stato inaugurato all’inizio del millennio, e lo è ancora oggi». Il progetto del 2000 firmato da Herzog & de Meuron, ha ampliato gli spazi del museo con un edificio iconico, una torre spigolosa ravvivata da tagli orizzontali, realizzata per dare nuovi spazi alle collezioni e per rendere la visita culturale più coinvolgente. Un intervento che secondo The Guardian «ha posto le basi per il riutilizzo delle infrastrutture industriali nei successivi due decenni e, molto probabilmente, per il resto del secolo».

 

E voi? Siete d’accordo con questa classifica?

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